À Lagarde comme à Lagarde
Primo piano: operatore di borsa attanagliato da cornette telefoniche. 
Stacco.  
Buio.  

Primo piano: 10 settembre, ore 14.33. La presidente della BCE Christine Lagarde conferma l’incertezza funesta dell’economia e dei mercati, per questo, dice, un ampio stimolo monetario  rimane necessario. Inoltre, mentre si volge lo sguardo alla curva epidemica come ad un oracolo  delfico, una nuova incognita si aggiunge al quadro già incerto: il rafforzamento dell’Euro.  

La presidente conferma che il consiglio dei governatori ha discusso il rafforzamento dell’euro, ma il cambio non è parte del loro mandato, mentre lo è la stabilità dei prezzi. Nonostante questo, si continuerà a monitorare attentamente la questione.  

Ore 14.34. Bloomberg lancia una news interrompendo gli inquieti equilibri in sala stampa “il Consiglio direttivo ha discusso il recente apprezzamento della moneta ma l’opinione generale è stata che non c’è ragione di reagire eccessivamente”.

Alarm: fake news.  
Alarm: Lagarde VS. Banchieri centrali - the last battle.  

Non era mai successo che le parole della presidente fossero contrastate dai banchieri centrali. Chi sia il consiglier Lucifero che ha aitato questo scontro, non si sa. Certo questo accadimento dimostra che la posizione determinata ed intransigente di una parte della BCE resiste, ed anzi è pronta a  mettere in discussione la credibilità della presidente se il covo di governatori contrari alle scelte  espansive verrà messo in minoranza, di nuovo (come fece Draghi). 

Nonostante whatever it takes non sia più l’inno di apertura alle videoconferenze del gruppo di Francoforte, Lagarde ha confermato che il programma di acquisto di obbligazioni e titoli di Stato  per l’emergenza Covid continuerà almeno fino alla metà del 2021. La BCE infatti sta comprando bond governativi e questo mantiene i costi dei nostri tassi di interesse molto bassi (perché gli investitori hanno la sicurezza che il debito viene comprato, dalla BCE in questo caso). Inoltre, la BCE, conclude Lagarde, userà tutti i 1.350 miliardi messi a disposizione del programma pandemico (PEPP) per spingere in alto l’inflazione compressa soprattutto dal rialzo dell’euro. I 750 miliardi di euro del PEPP dovranno essere investiti dagli stati membri in programmi specifici nella regione EU. Ora il piano è sotto lo scrutinio delle autorità legislative europee e se ne attende la delibera a fine 2020 (per questo i fondi non sono pianificati prima dell’inizio del 2021).

(foto di Forbes e Der Spiegel)

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