31 ottobre. Giappone. Dopo appena dodici giorni di campagna elettorale il popolo nipponico sarà chiamato alle urne per votare i propri rappresentanti alla Camera Bassa. Dall’esito di queste votazioni dipenderà la tenuta della coalizione di governo formata dal Partito Liberal Democratico (LDP) e da Komeito, partito di centro destra di ispirazione buddista.

Una vittoria scontata, ma non schiacciante

Secondo gli ultimi sondaggi il Partito Liberal Democratico guidato dal nuovo primo ministro Fumio Kishida, eletto lo scorso 4 ottobre, non dovrebbe avere problemi ad assicurarsi la vittoria e a conquistare dunque i 233 seggi necessari per mantenere il controllo della Dieta.
Una conferma che tuttavia potrebbe rivelarsi traballante dal momento che, secondo gli analisti, la rinnovata coalizione di maggioranza sarà destinata a lasciare sul piatto qualche scranno rispetto agli attuali 276 del Jimintō (LDP) e ai 29 del Komeito.

Il Palazzo Nazionale della Dieta (Crediti: https://www.thejapanesedreams.com/)

Gli sfidanti

L’opposizione, con a capo il Partito costituzionale democratico (Cdpj), non sembra comunque poter impensierire i liberal-democratici, dato che le proiezioni più recenti lo attestano poco oltre il 6%. In questi ultimi giorni di campagna elettorale il leader del Cdpj Yukio Edano proverà a sfruttare i punti cardine del proprio programma (incentivare la natalità e de-carbonizzare il Giappone) per evitare quella che si prospetta come una pesante battuta d’arresto, visto e considerato il 20% dei consensi ottenuto nel 2017.

Yukio Edano, leader del Partito costituzionale democratico
(Crediti: http://www.japantimes.co.jp)

Chi è Fumio Kishida

64 anni, giapponese di Tokyo, Fumio Kishida, in caso di vittoria del LDP sarà riconfermato premier del Paese del Sol Levante, ruolo assunto ai primi di ottobre in seguito alle dimissioni di Yoshihide Suga.
Kishida nasce in una famiglia “politica”, sia il padre che il nonno sono stati infatti membri della Camera Bassa mentre il cugino Yoichi Miyazawa ha ricoperto il ruolo di ministro dell’Economia tra il 2014 e il 2015.

Trascorre parte della propria infanzia a New York, dove il padre venne inviato a ricoprire incarichi istituzionali per il Governo. Nel 1982 si laurea in Legge all’Università di Waseda e nel 1993 entra ufficialmente in politica come membro della Camera Bassa. Nel 2012, con l’elezione di Shinzo Abe come premier, Kishida viene nominato ministro degli Esteri, carica che ricoprirà fino al 2017.

Fumio Kishida, leader del Partito Liberal Democratico (Crediti: la Repubblica)

Il programma del Partito Liberal Democratico

Fumio Kishida punta a rilanciare sul piano internazionale il lavoro svolto da Shinzo Abe. Questo significa rafforzare l’alleanza con gli Stati Uniti e gli altri partner regionali in chiave anti-cinese, ma anche aumentare il peso di Tokyo nello scacchiere globale. Altro intento del LDP è dare continuità alla politica di contrasto all’espansionismo militare di Cina e Corea del Nord.

Per quanto riguarda la politica interna, Kishida si è schierato a favore di una redistribuzione della ricchezza, un aumento del salario minimo orario e il rilancio degli impianti nucleari, escludendo comunque la possibilità che il Giappone possa dotarsi di armi nucleari.

Obiettivi comuni

Nonostante i due partiti principali esprimano due posizioni differenti un obiettivo comune ce l’hanno: ridurre l’astensionismo. Alle ultime elezioni del 2019 (ma anche nel 2016), quando i giapponesi votarono per il rinnovo di una parte della Camera Alta, si presentò infatti alle urne poco meno della metà degli aventi diritto. Un dato di cui non si può certamente andare fieri e che sarebbe necessario far tornare a crescere già a partire da domenica.

Un altro obiettivo chiave sarà anche quello di tornare a garantire al Giappone quella stabilità e quell’efficienza produttiva che da sempre lo contraddistinguono, ma che con lo scoppio della pandemia sono state profondamente intaccate.

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